mercoledì 12 agosto 2015

I bagni giapponesi


Bagno dell'hotel di Tokyo
I bagni giapponesi sono una delle prime cose che saltano all'occhio di uno straniero per la loro particolarità. Infatti, non sono semplici bagni, ma molto di più! In base al posto in cui ci si trova ci sono bagni più o meno accessoriati, ma di base c'è sempre il tasto "spray ", il tasto "bidet" e "stop".
Andando con ordine, il primo tasto, come spiega bene il disegno sul comando stesso, fa partire uno spruzzo che servirebbe per lavarsi il didietro (alquanto imbarazzante da spiegare XD). Il secondo ha la funzione del nostro bidet ed in ogni bagno viene ribadito che è per donne e sconsigliato agli uomini. Il terzo serve per interrompere il getto d'acqua.
In bagni pubblici ci sono anche altri tasti come quello "sound" che fa partire il rumore di uno scarico finto -o in alternativa altri tipi di suoni- finalizzato a coprire rumori molesti.
Nei bagni di alcuni hotel, tra i comandi troviamo quello per regolare l'intensità dello spruzzo e per spostare più avanti o più indietro la cannuccia da cui parte il getto. Inoltre, nei più tecnologici, è previsto ance un sistema per riscaldare l'asse (con tre intensità di calore), nonché tre tipi diversi di scarico: grande, piccolo ed ecologico.
Comandi bagno dell'hotel di Kyoto
Ma attenzione, i bagni tecnologici non sono gli unici WC presenti i Giappone: ce ne sono alcuni esattamente come i nostri o altri ancora tipici giapponesi (molto simili ai nostri bagni alla turca; c'è chi trova molto scomodo questo secondo tipo di bagno, ma in linea di massima svolgono tutti alla perfezione il loro dovere.
In genere i bagni in Giappone sono sempre puliti tranne alcune eccezioni. A noi è capitato di trovare bagni poco puliti in posti come la stazione e il giardino botanico di Kyoto o in alcuni luoghi sperduti come sul monte Fuji o a metà camminata del Fushimi Inari. In nessun caso è però mai mancata la carta igienica, di cui c'era più di un rotolo per bagno.
Spesso il bagno era provvisto di disinfettante per pulire l'asse prima di sedersi e dopo averlo utilizzato e di copri water gratuiti.
Nei bagni ella hall dell'hotel, in aeroporto, e in alcuni grandi centri commerciali, c'è spesso una zona riservata al trucco con grandi specchi e a volta anche sgabellini per sedersi. Altra cosa ingegnosa è, alcuni bagni, la presenza di una sorta i seggiolone dove poter mettere il bambino senza bisogno di doverlo affidare a nessuno. Nel bagno trovate sempre anche un appiedino per la borsa, e in genere c'è sempre anche la zona fasciatoio.
Comandi bagno dell'hotel di Tokyo
I lavandini sono sempre dotati di getto automatico e di sapone per le mani. Il sapone di solito è o molto liquido o di schiuma. Quello che spesso manca, invece, sono le salviette per asciugarsi le mani. In molti bagni è possibile asciugarle con il getto d'aria ma in molti posti anche questo è del tutto assente. Quello che abbiamo notato, è che molte ragazze giapponesi (non siamo andate a verificare nei bagni degli uomini lol) portano con sé un fazzoletto di stoffa e lo usano per asciugarsi le mani.

domenica 9 agosto 2015

OSAKA primo contatto con il Giappone!

Io, Miwa e le nostre due amiche eravamo tutte eccitate all’idea di mettere finalmente piede in Giappone per la prima volta nella nostra vita. Il sogno di anni che diventa realtà! Fin da subito il Giappone si è distinto per la sua efficienza e praticità. Una volta atterrate al Kansai International Airport, il controllo è stato impeccabile, per come siamo abituati noi in Europa potrebbe risultare perfino troppo meticoloso. In aereo ci erano stati consegnati dei foglietti da compilare, erano stati distribuiti a caso dalle hostess, quindi alcuni erano in inglese, ma altri in giapponese o in coreano, in ogni caso era abbastanza semplice capire cosa richiedessero. Una volta atterrati, abbiamo preso una navetta che ci ha portate al luogo del controllo passaporti per gli stranieri.
Usciti dalla navetta una nuvola di disinfettante nebulizzato ci ha spruzzate. Subito dopo abbiamo varcato la soglia dello stanzone dei controlli e ci siamo trovate davanti un uomo munito di mascherina e guanti che indicava dove mettersi in coda. In un primo momento quella parte di aeroporto è sembrata inquietante, faceva molto laboratorio segreto, con tanto di stanza in cui tenere sotto osservazione i possibili malati di MERS. (Per spiegare brevemente … come avrete sicuramente sentito al tg, in Corea in questo periodo si è diffusa un’epidemia arrivata dal medio oriente, quindi il Giappone ha istituito severi controlli per evitare il contagio anche in patria. Per fortuna ora la situazione anche in Corea sembra essere tornata sotto controllo.)
Una volta messeci in coda, abbiamo aspettato il nostro turno per circa un’ora e mezza. Ammetto che è stato molto stancante dopo il viaggio in aereo con uno scalo in cui abbiamo atteso circa sei ore per il volo successivo che era in ritardo. La maggior parte dei turisti in coda con noi erano coreani e se non altro è stato divertente durante l’attesa perché loro ci guardavano incuriositi, così come anche noi osservavamo attentamente loro, spesso tutti tirati e truccati, soprattutto le ragazze, mentre noi sembravamo quattro barbone, completamente distrutte dal viaggio e vestite a caso XD ciononostante qualche pazzo ci ha pure provato, ma del disagio orientale parleremo in un altro capitolo, perché in Giappone da quello che abbiamo visto, se sei straniera, devi aspettarti di tutto XD
Poco prima del nostro turno una signora addetta al controllo aiutava a correggere eventuali errori nei foglietti compilati e indirizzava nella via giusta in cui mettersi in coda. Il controllo consisteva in una foto scattata al momento, rilevamento delle impronte digitali degli indici di entrambe le mani e controllo documenti, oltre al ritiro di uno dei foglietti.
Passato questo controllo siamo andate a ritirare le valigie che per fortuna erano tutte presenti anche se un po’ ammaccate. Prese le valigie abbiamo passato l’ultimo controllo: una brevissima intervista basata sull’ultimo foglietto da consegnare e un altro controllo del passaporto.
Fatto ciò siamo uscite nella zona più esterna dell’aeroporto, dove tutto profumava di disinfettante!

A questo punto abbiamo tentato di seguire le indicazioni della nostra agenzia di viaggio: trovare un uomo vestito di verde che vendesse i biglietti per Namba. Non abbiamo girato molto per constatare che non c’era nessun omino verde, ma, subito davanti all’uscita, c’era un grosso cartello con scritti gli orari e le mete dei pullman. Abbiamo quindi preso i biglietti ad una praticissima macchinetta e siamo salite sul pullman per Namba, partito perfettamente in orario.


foto: http://interestingengineering.com/kansai-international-airport/

mercoledì 5 agosto 2015

Welcome to「Green Tea アイス」

Buongiorno a tutti :)
Questo blog è nato dall'idea di due sorelle di fare un resoconto del loro viaggio in Giappone e dei possibili viaggi futuri.

Misa, 22 anni (1993) e Miwa 20 (1995). Scriveremo sia informazioni pratiche, sia aneddoti divertenti che ci sono capitati durante le due settimane in Giappone.

Forse vi starete chiedendo da dove è saltato fuori il nome mezzo sgrammaticato del blog; ebbene dal menù di un karaoke di Kabuki-Cho (in Shinjuku, Tokyo). Vi diremo di più nei prossimi post ;)

Spero possa essere d'aiuto per chi volesse andarci o anche solo strappare un sorriso.

Misa e Miwa